Note sull’autore e copyleft

Note sull’autore (Mons. Gaetano Squilla) Il lavoro di editing operato su questa parte testuale deriva da un libero adattamento dei contenuti del volume “Valle Roveto: nella geografia e nella storia” (1966) di Mons. Gaetano Squilla, uomo di fede e di cultura, appassionato ricercatore , che attraverso la sua opera ci ha donato un prezioso e insostituibile contributo alla conoscenza e alla riscoperta della nostra identità storico-culturale. Dalla parte testuale, da molti anni in libera circolazione su una moltitudine di siti e quindi ritenuta ormai di dominio pubblico in base al concetto di copyleft*, sono state escluse parti ormai anacronistiche, che descrivono una Valle Roveto datata, in bilico tra i duri anni del dopoguerra, la ricostruzione, lo spopolamento della campagne e le speranze nel boom economico degli anni sessanta. A distanza di molti anni ed in altri contesti, lo straordinario lavoro di ricerca storica ed umana di Don Gaetano Squilla, rimane nella sua sorprendente lungimiranza, riferimento assoluto e prezioso atto d’ amore verso la Valle Roveto e le anime che la popolano. (* Per Copyleft si intende una modalità di esercizio del diritto d’autore che sfrutta i principi di base del diritto d’autore non per controllare la circolazione dell’opera bensì per stabilire un modello virtuoso di circolazione dell’opera, che si contrappone al modello detto proprietario)

“Ho inteso soltanto far conoscere una piccola e finora troppo ignorata e trascurata plaga d’Abruzzo, la Valle Roveto. Altri domani possa far meglio: è il mio augurio sincero. Una cosa è certa: è stato sempre grande e continua ad essere grande il mio amore per questa terra dove sono nato. Ogni notizia, ritrovata lungo i miei studi che la riguardasse, fu sempre una scoperta, tale da riempirmi l’animo di gioia e di soddisfazione. Che i miei lettori provino la stessa gioia ed imparino ad amare la loro terra, che ha nella sua profonda fede religiosa, nel suo amore al lavoro, nel suo attaccamento alle cose belle e sante, nel suo innato buon senso, nella sua educazione, anche se a volte primitiva ma sincera, nella sua proverbiale ospitalità le qualità più spiccate e più ammirate di una stirpe lontana che dura da millenni. Siano sempre gli abitanti di questa valle degni delle loro tradizioni.” Sac. Gaetano Squilla 1966

Profilo biografico di Mons. Gaetano Squilla (dal libro “Don Gaetano Squilla Contributo alla conoscenza della Diocesi di Sora e del suo territorio”  di Carlo Ricciardi – Atti del convegno 1985 -) Il mio compito è quello di fissare in date i giorni terreni di Mons. Gaetano Squilla. Per la non eccessiva dimestichezza che aveva con l’aritmetica, egli non amò i numeri; tuttavia, essendo appassionato della storia, amò le date. E delle date io in questa sede devo trattare. Come Don Gaetano, non ho troppa familiarità con i numeri, e, a differenza di lui, non l’ho neppure con le date. Ciò nonostante non trovo difficile il compito affidatomi, trattandosi delle date relative alla vita e all’attività di una persona, con la quale ho avuto contatti quasi quotidiani per oltre cinquant’anni. Indicherò i dati biografici di Don Gaetano, guardandolo nella triplice veste di uomo, di sacerdote, di cultore della storia.

L’uomo. Don Gaetano Squilla nasce a Civitella Roveto, diocesi di Sora, provincia de L’Aquila, il 24 agosto 1902, da Mattia e Cristina De Rosa. Ragazzo, si sente chiamato al sacerdozio ed entra nel Seminario di Sora, dove compie gli studi ginnasiali, liceali e teologici con grande profitto. In conseguenza del terremoto del 1915, essendo reso inagibile il Seminario, con gli altri alunni è mandato temporaneamente a proseguire gli studi nel Seminario di Amelia, in Umbria. E’ ordinato sacerdote da Mons. Antonio Maria Jannotta il 20 dicembre 1924. Muore a Sora il giorno 8 dicembre (festa della Immacolata Concezione) 1982.

Il sacerdote. Tutta la vita sacerdotale di Don Gaetano si svolge a Sora. Lascia questa città solo saltuariamente e per brevissimo tempo, ogni volta che viene chiamato qua e là, specialmente nella giovinezza e maturità, a predicare o a tenere conferenze: sì, perché egli è anche un probabilis orator. Assenze più lunghe fa nell’ultimo periodo della sua vita, dal 1969 al 1977, compiendo visite in Canada, negli Stati Uniti, in Grecia e in Turchia. Di questi suoi viaggi abbiamo, da lui compilata, una dettagliata cronaca. Fin dall’inizio del suo sacerdozio vediamo Don Gaetano insegnante di lettere nel Seminario di Sora, in cui, dal 1924 al 1928, è anche vice rettore. Nel 1925 è nominato dal Vescovo mansionario del Capitolo della Cattedrale di Sora e nel 1928 canonico dello stesso Capitolo, in seno al quale poi ricoprirà, dal 1952 fino alla morte, l’ufficio di Canonico Teologo, e dal 1970 anche quello di Decano. Nel 1930 assume l’incarico di cappellano della Confraternita di San Rocco. Dal 1944 al 1950 ricopre l’ufficio di rettore del Convitto Vescovile «Villa Angelina» in Sora, dove già dal 1932 era insegnante di lettere. Per la sua non comune competenza in campo letterario è chiamato a insegnare anche in altre scuole di Sora: nell’anno scolastico 1957-58 nell’istituto Magistrale e nell’anno scolastico 1959-60 nell’istituto Tecnico; poi dal 1961 al 1965 nella scuola media interna del Monastero di San Domenico; e inoltre, dal 1962 al 1966, insegna nell’Istituto Tecnico Industriale di Isola Liri. Quando il Vescovo Mons. Minchiatti apre in Sora, nel 1971, l’Istituto Teologico, chiama Don Gaetano a insegnarvi Storia Ecclesiastica e nel 1973 gli affida anche l’incarico di rettore. In riconoscimento delle sue benemerenze, nel 1952 è insignito della onorificenza di Cappellano d’Onore di Sua Santità, e, nel 1974, di quella di Prelato di Sua Santità.

Lo studioso di storia. Don Gaetano Squilla è stato un appassionato cultore di storia. Fu pienamente meritata la nomina a Deputato di Storia Patria di Abruzzo il 20 giugno 1970. Le opere storiche che ci ha lasciate gli valsero lusinghieri riconoscimenti: esse infatti costituiscono un prezioso contributo alla conoscenza della nostra storia locale. Poiché il mio compito è quello di indicare i dati anagrafici riguardanti Don Gaetano, credo di non andare fuori tema se indico anche la «data di nascita» dei suoi lavori storici che interessano la città e il territorio della Diocesi di Sora: Anno 1957: Il Seminario di Sora dalle origini ai nostri giorni (1565-1957). Anno 1960: La Chiesa di Santo Stefano in Civita d’Antino. Anno 1961: La Cattedrale di Sora dal 1100 al 1961. Anno 1963: Cesare Baronio, la famiglia e Sora. Anno 1966: Valle Roveto nella Geografia e nella Storia. Anno 1967: La Grotta di Sant’Angelo in Balsorano da Bonifacio VIII ad oggi. Anno 1968: Due controversie e tre Chiese medievali di Valle Roveto. Anno 1971: La Diocesi di Sora nel 1110. Anno 1972: San Rocco e Sora. Una Chiesa e una Confraternita. Anno 1973: Un cippo terminale a Luco dei Marsi. Una pioggia di monete a S. Restituta di Morrea. Anno 1975: Il Romitorio e le Chiese di San Vincenzo Valle Roveto Superiore. Anno 1976: Il Santuario della Madonna delle Grazie in Sora e Un secolo dal prosciugamento del Fucino – 1876-1976. Anno 1977: Alla Madonna del Cauto e Il fontanile di Sant’Elia. Anno 1978: La Chiesa di San Francesco in Sora e la Confraternita dei Sacconi. Anno 1979: Valfrancesca e la sua Chiesa nel terzo centenario. Anno 1981: La Chiesa di San Silvestro in Sora. Anno 1982: Il Santuario di Valleradice in Sora. E’ del 1982 (ultimo anno della sua vita) anche l’opuscolo intitolato Panorami e sorgenti della Valle Roveto. Vi sono descritte alcune tipiche località della «sua» valle; non ha quindi carattere storico, ma lo cito perché mi pare che l’autore, quasi presago della prossima sua fine, abbia voluto dare con esso l’ultimo saluto ai luoghi che gli furono familiari e che egli tanto amò. Ed ora la conclusione. Ma quale conclusione si può trarre da un’arida sequenza di date? Eppure una conclusione c’è; ma va tratta non dalle date in se stesse, bensì dai tre aspetti della vita di Don Gaetano, ai quali quelle date si riferiscono: l’uomo, il sacerdote, il cultore di storia. Don Gaetano uomo stimola a praticare quelle virtù umane con cui egli si cattivò la benevolenza, la simpatia, la stima, l’amore di quanti lo conobbero. Don Gaetano sacerdote insegna a tutti, siano essi rivestiti del sacerdozio ministeriale in virtù del sacramento dell’Ordine, o del sacerdozio comune in virtù del sacramento del Battesimo, a fare con zelo per i fratelli le cose di Dio (sacerdos: sacra faciens), a dare con amore ai fratelli le cose di Dio (sacerdos: sacra dans). Don Gaetano studioso di storia sprona a trarre dai fatti del passato monito e slancio a collaborare concordemente all’avvento di un domani diverso e migliore.

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