Paesi, Geologia e Forma della Valle Roveto, Clima e Piogge | Storiografia della Valle Roveto

facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Quali Paesi Abbraccia la Valle Roveto La Valle Roveto abbraccia oggi sei Comuni: Canistro, Civitella Roveto, Morino, Civita d’Antino, San Vincenzo Valleroveto e Balsorano. E penso che soltanto essi abbiano il diritto storico di appartenervi etnicamente e geograficamente, con qualche riserva per Balsorano, solo per i secoli dell’alto Medio Evo. Si può solo dubitare per Balsorano, ed io non lo affermo con certezza. Infatti, Balsorano, derivato dall’antico nome di Vallis Sorana, come risulta da tutti i documenti a noi pervenuti dal secolo IX al secolo XIV, non sembra aver sempre fatto parte in epoche lontane, specialmente nell’alto Medio Evo, della Valle Roveto. A parte il suo dialetto più vicino in alcune parole a quello sorano che ai dialetti degli altri cinque Comuni della valle, certo il nome stesso di Balsorano avvalora in qualche modo tale opinione. L’antica denominazione di Vallis Sorana (Valle Sorana) ci dice che Balsorano fu un tempo un’appendice di Sora e che solamente più tardi diventò parte integrante di Valle Roveto. Negli Acta Imperii saeculi XIII si legge che uomini di Vallis Orbeti, Pescosolidi, Brocci, Vallis Soranae furono obbligati a riparare la rocca di Sora, la famosa rocca Sorella. Se Balsorano, almeno allora, fosse stato parte integrante di Valle Roveto, il documento addotto non l’avrebbe nominato come località distinta da Vallis Orbeti, che in quel secolo era il nome di Valle Roveto. Quando poi i feudi furono ben determinati e Balsorano appartenne alla Contea dei Marsi prima, al dominio degli Orsini dopo, e divenne infine Baronia dei Piccolomini di Celano, anche Balsorano apparterrà con certezza alla Valle Roveto, a questa entità geografica, distinta ormai da un millennio anche per nome da altre regioni e da altre valli limitrofe, con caratteristiche proprie e con confini ben definiti. Monte Viglio (m. 2156) con la catena dei simbruini. Capistrello invece, secondo il mio parere, mai appartenne alla Valle Roveto. Una valle è una conca chiusa e ben delimitata. E se noi includessimo anche Capistrello alla Valle Roveto, come qualcuno ha sostenuto, faremmo partecipare della nostra valle un paese e una zona che si trovano fuori della valle. E’ evidente così che Valle Roveto deve avere inizio dalla gola di Pescocanale: dopo il canale, che dà il nome a Pescocanale e che il Liri attraversa da una valle all’altra, abbiamo la Valle Roveto. E Pescocanale? Pescocanale al contrario, pur essendo oggi frazione di Capistrello, appartiene geograficamente, secondo me, alla Valle Roveto. Questo paesello, costruito su una rupe, prima di tutto si affaccia per primo sulla valle ed è quasi la prima terra a farne parte, e poi è separato da Capistrello da un’altra piccola valle.

A questo dato geografico vorrei aggiungere un’altra considerazione. Si tratta di un dato storico di fatto. Fin dal 1115, anno della Bolla di Pasquale II, che delimitava i confini della diocesi di Sora e dei Marsi, Pescocanale appartiene alla diocesi di Sora: è probabile che Pescocanale appartenesse già alla stessa diocesi prima dell’anno 1115. Anzi non è da escludere che coloro, i quali allora procedettero a definire i confini delle due diocesi, abbiamo tenuto presente anche un criterio etnico-geografico. D’altra parte chi ci dice che Pescocanale non fece parte della Valle Roveto in periodi anteriori al secolo XII?. Così dovrebbe stare la questione, a meno che non sia stato il corso naturale del Liri a determinare i confini delle due diocesi, in modo che la zona a sinistra del fiume, e quindi anche Capistrello, fu assegnata alla diocesi dei Marsi, e quella a destra, e con essa Pescocanale, alla diocesi di Sora.

Geologia e Forma di Valle Roveto, Clima e Piogge. Quale la costituzione geologica di Valle Roveto? Il centro di Valle Roveto è costituito da arenarie. Un tempo tali arenarie da alcuni studiosi furono considerate del periodo eocenico, forse per analogia con le vicine regioni, poi è stato accertato che la loro costituzione deve essere collocata nel miocene. Esse sono costituite da cemento argilloso, che non resiste all’azione meteorica disgregatrice. Sono poi di diversa natura le intercalazioni (gli inserimenti) nelle arenarie: calcari, brecce, argille, puddinghe (rocce di grossi ciottoli di forma tondeggiante). Frequentissime sono in Valle Roveto gli inserimenti cretacei e calcarei nelle arenarie. Le brecce sovrastano le arenarie e sono qualche volta addirittura delle montagne, come si può osservare nelle vicinanze di S. Savino e anche fra Canistro e Pescocanale. Queste rocce sono molto resistenti e tenaci. Fra le intercalazioni infine non mancano le puddinghe (rocce di ciottoli), come nei monti che dominano le regione di Morino e nella zona che vanno da Civitella Roveto a Pescocanale. Tra i calcari spesso è dato osservare un materiale ferruginoso; si tratta spesso di vera bauxite, come nel territorio di Balsorano. Non si dimentichi che sotto il governo borbonico era stata aperta a Morino fin dal secolo XVIII una ferriera che dava una discreta quantità di ferro. Valle Roveto deve essere considerata una grande fossa, di origine tettonica, come con fondamento sostengono i geologi, fra due catene di monti. La catena di sinistra è limitata verso il Liri da una grande faglia (rottura di stradi), la quale, dirigendosi da Nord-Ovest a Sud-Est, si allunga fino alla prima del Volturno. La catena di destra che culmina col Monte Viglio, formata dai Simbruini prima e proseguita dagli Ernici poi, ha più o meno le stesse caratteristiche della catena opposta. Possiamo quindi dire che la catena di Monte Orbetta, di Monte Bello, di Monte Romanella fino a Monte Cornacchia, presenta alla base alcune varietà di calcari Neolitici e nell’alto calcari compatti giallo-chiari del cretaceo superiore, e che la catena, su cui dominano il Monte Viglio e il Pizzodeta, ha gli stessi fenomeni, in quanto i terreni miocenici vengono ad urtare con quelli cretacei. Dalle due catene calcaree, che chiudono in tutta la sua lunghezza la Valle Roveto, scendono a valle molte vallette laterali le cui soglie sono parallele all’asse della valle.

Si osserva il fenomeno specialmente dalla Valle di Morino (la Valle dello Schioppo) fino al Colle Canistrello (fra Canistro e Pescocanale). Sopra lo Schioppo si allarga una vallata, quella della Salvastrella, che improvvisamente si interrompe col salto verticale dell’acqua dello Schioppo stesso (circa 100 metri). Trasversalmente all’asse del Fosso dello Schioppo si notano alcune colline, che per molti geologi debbono considerarsi dei lembi morenici, cioè massi e ciottoli che precipitarono per l’avanzarsi di un ghiacciaio. Più a nord altre piccole valli. Anche alla sinistra del Liri esistono vallette laterali, fenomeno che si spiega con lo spostamento verticale delle masse rocciose. Un grande movimento di erosione generò la grande fossa, quella che oggi chiamiamo Valle Roveto. Così, secondo i geologi, un tempo la nostra valle fu occupata da un ghiacciaio: lo dimostrano la sua forma, che è quella di un trogolo, e la presenza di morene laterali. Perché sono frequenti in Valle Roveto i fenomeni carsici? Perché il suo terreno è calcareo. Quando, infatti, le parti inferiori di queste zone calcaree, che per natura sono permeabili e solubili,vengono asportate dalle acque sotterranee, avviene che il tetto delle caverne, formatesi a causa della erosione, cede e crolla dando origine a forme concave del terreno. Sono ancora frequenti i cedimenti e le frane nei pressi della Nazionale 82, come ognuno ha potuto constatare negli ultimi anni. In Valle Roveto non mancano le località che vengono chiamate Fosse o Fossi. Abbiamo il Fosso di S. Benedetto (fra Civitella Roveto e Meta), il Fosso dello Schioppo (in territorio di Morino), il Fosso della Lamata, le Fosse (a Civitella Roveto). A causa di tale struttura geologica, Valla Roveto è un’area di elevata sismicità: i terremoti nei secoli l’hanno sempre colpita, come è avvenuto d’altra parte per tutto l’Abruzzo e per la Marsica in particolar modo. Furono violentissimi e causarono sempre ingenti danni i terremoti del 3 dicembre 1315 (continuarono le scosse per quattro settimane), del 9 settembre 1349 (ore 10 antimeridiane), della notte dal 4 al 5 dicembre del 1456, del 16 e 27 novembre 1461 e del 14 gennaio del 1703 (ore 2 circa della notte). Quest’ultimo terremoto replicò ancora il 16 gennaio e infine alle ore 18 del 2 febbraio dello stesso anno.

Ma il terremoto tremendo per numero di vittime rimane quello del 13 gennaio 1915 che distrusse Avezzano, i paesi della Marsica, di Valle Roveto e gravi danni arrecò anche a Sora e a tutta la Valle del Liri. Valle Roveto che è chiusa fra due catene montagnose, ha il clima delle regioni dominate da ogni parte dai monti. E poiché i monti impediscono che l’aria calda del mare circoli nella valle, questa viene ad avere un inverno molto rigido e lungo e una estate non molto calda. Quasi nessun mese dell’anno è completamente secco. Il freddo e il caldo poi dipendono in Valle Roveto dall’altitudine dei vari paesi e delle varie località, oltre che dalla posizione dei paesi riguardo ai raggi del sole. Più si sale in alto, più diventa molto bassa la temperatura minima, mentre la temperatura aumenta nei paesi posti a fondo valle. Sulle montagne in genere la neve staziona dalla fine di ottobre o dal principio di novembre fino all’aprile e durante i mesi più rigidi ricopre tutto il territorio sottostante. Nei paesi di Valle Roveto la temperatura raggiunge nell’inverno zero gradi e anche meno, mentre nell’estate difficilmente si superano i 30 gradi. Per quel che riguarda le piogge, le precipitazioni in Valle Roveto sono abbondanti e più abbondanti che in altre parti dell’Appennino, perché, essendo la Valle Roveto incassata fra due catene di monti, contro di essi si addensano le nubi, portatrici di pioggia; le piogge sono abbondanti anche perché in Valle Roveto mancano pianure. L’estate è meno piovosa. Possiamo dire che le piogge crescono in ottobre, raggiungendo il massimo a novembre, continuando ad essere sempre abbondanti in dicembre e in gennaio. Fino ad aprile diminuiscono, ma complessivamente non sono scarse; invece diminuiscono sensibilmente a maggio e a giugno, e scarseggiano a luglio e ad agosto. (Note sull’autore e copyleft)  Storiografia della Valle Roveto | Ritorna all’indice

I commenti sono chiusi.