Eremo Madonna del Romitorio | San Vincenzo Vecchio

Eremo Madonna del Romitorio | San Vincenzo Vecchio
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Dal borgo di San Vincenzo Vecchio, il cui nome appare la prima volta nelle cronache del Chartarium Casumariense nel secolo XI e viene poi consacrato nella bolla di Alessandro III del 1170 diretta al Monastero di Casamari, si sale al Romitorio per una stradicciuola di campagna, dopo avere attraversato un gruppo di stalle che si incontrano alle pendici, e quando la strada si fa leggermente più ripida, il panorama diventa sempre più vario e stupendo. Di fronte svetta imponente e dominatore, ancora con numerose chiazze dl neve, Pizzodeta. A nord, sono visibili i Simibruini che proseguono la catena degli Ernici per culminare al Monte Viglio. A sud, invece, i monti digradano e, anche se meno valli, fanno il panorama sempre vario e maestoso.

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Un Network culturale per non dimenticare i pittori scandinavi a Civita d’Antino (1877-1915)

Un Network culturale per non dimenticare i pittori scandinavi a Civita d'Antino (1877-1915)
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Per non dimenticare Zahrtmann e i pittori scandinavi a Civita d’Antino. Alla fine dell’Ottocento, sulla scia del Grand Tour, Kristian Zahrtmann si era avventurato nell’Italia meno conosciuta, in Abruzzo, giungendo in un piccolo paese sulle montagne, Civita d’Antino, che divenne la sede estiva della sua scuola d’arte. Dal rapporto di amicizia tra il maestro danese e la popolazione nacque un’intensa stagione creativa che influenzò l’arte scandinava, culminando in una mostra che si tenne presso il Kunstforeningen a Copenhagen nel 1908. Il sito www.civitadantino.com apre una finestra su quella straordinaria stagione, attraverso testimonianze, immagini, documenti e riflessioni, tra passato e presente, per non dimenticare Zahrtmann e i pittori scandinavi e per rompere il secolare oblio che avvolge il paese dopo il terremoto del 1915. L’iniziativa è promossa da amici di Civita d’Antino, sparsi in Italia e all’estero, accomunati dall’interesse al recupero e alla valorizzazione di quelle trame della cultura europea, che in passato caratterizzavano la vita quotidiana dell’antico paese della Valle Roveto. 

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Spartacus: la storia si fa leggenda in una graphic novel del rovetano James Fantauzzi

Spartacus: la storia si fa leggenda in una graphic novel del rovetano James Fantauzzi
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Una graphic novel sulla vita del gladiatore più famoso del mondo: Spartaco. Un “viaggio” grafico sulla sua vita, dalla nascita alla morte avvenuta in Campania nell’alta Valle del Sele, dello schiavo che sfidò l’impero romano e che trovò in Crasso il generale dell’urbe che pose fine alla sua incredibile impresa, durata 3 anni. L’opera si basa esclusivamente sulle fonti storiche che hanno descritto le gesta del “l’eroe della libertà”. Dire Spartaco a fumetti, é impresa, nello stesso tempo, originale e audace per le implicazioni che comporta sul piano del ritmo narrativo, ma innanzitutto della evocazione, nell’ immaginario del lettore, e specialmente dei giovani a cui la pubblicazione è prevalentemente indirizzata, di una figura che giganteggia nella storia quale riferimento imprescindibile del secolare sogno di libertà che ha attraversato (e non finirà mai di farlo) il pensiero e il gesto dell’uomo che vive l’impegno nel presente come seme fecondo del futuro. 

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Paolo Rumiz | Tra incontri, ricordi e riflessioni sulla neve

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”Le mie notti a Balsorano, come nei Balcani 20 anni fa” Il racconto di Paolo Rumiz su Repubblica, rimasto bloccato in una locanda nei pressi dell’Aquila a causa della forte nevicata scesa sull’Italia fra il 3 e il 4 febbraio. Tra incontri, ricordi e riflessioni (regia di Alessandro Scillitani)

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Civita d’Antino | Borghi e storia della Valle Roveto

Civita d'Antino | Borghi e storia della Valle Roveto
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Di Civita d’Antino (www.civitadantino.com), già importante municipio romano, che fu nel secolo XI patria del benedettino S.Lidano, iniziatore della bonifica delle Paludi Pontine, e in tempi più recenti dell’illustre chimico Domenico Morichini (1773-1836),si è scritto a lungo in monografie e in studi particolari. Le epigrafi sparse qua e là nel suo territorio sono riportate negli ultimi tre secoli dal Febonio, dal Corsignani, dal De Sanctis, dall’inglese Hoare, dal Mommsen, dalla monografia “Antinum” di Clemente Alati del 1910, dal  lavoro del 1966 di Settimio Maciocia, e penso che eventuali scavi nell’ambito dei suoi confini potrebbero portare alla luce nuove iscrizioni ed altre notizie, preziose per illuminare l’antica storia di Antino e forse per concomitanza la storia di tutta la nostra valle. 

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Balsorano | Borghi e storia della Valle Roveto

Balsorano | Borghi e storia della Valle Roveto
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Che l’attuale Balsorano derivi il suo nome dalla corruzione della medioevale Vallis Sorana, cioè Valle Sorana, nessuno potrà mettere in dubbio. Contorcere la denominazione Balsorano, come qualcuno ha fatto nel passato, e piegarla ad altre interpretazioni mi sembra volere andare contro l’eloquente significato delle parole e voler negare addirittura la tradizione che fu continua e mai venne meno nei secoli. Che poi la valle, ove sorgeva l’antico Balsorano, prendesse l’aggettivo che lo determinasse dalla vicina città di Sora, non deve meravigliare nessuno. Balsorano era il primo paese che s’incontrava venendo da Sora nell’entrare in Valle Roveto. E data l’importanza che ebbe Sora nelle lotte che si svolsero tra Sanniti e Romani nei secoli quarto e terzo avanti Cristo prima, e non dimenticando nello stesso tempo il valore strategico che fu dato alla Valle Roveto nella Guerra Italica o Marsa dopo, quando le legioni di Roma risalivano da Sora fino alla Valle Roveto la corrente del Liri per prendere alle spalle i Marsi ribelli, non c’e proprio da meravigliarsi se i luoghi più vicini a Sora abbiano dato in tempi posteriori al paese che vi sorse il nome di Valle Roveto.

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