Paesi, Geologia e Forma della Valle Roveto, Clima e Piogge | Storiografia della Valle Roveto

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Quali Paesi Abbraccia la Valle Roveto La Valle Roveto abbraccia oggi sei Comuni: Canistro, Civitella Roveto, Morino, Civita d’Antino, San Vincenzo Valleroveto e Balsorano. E penso che soltanto essi abbiano il diritto storico di appartenervi etnicamente e geograficamente, con qualche riserva per Balsorano, solo per i secoli dell’alto Medio Evo. Si può solo dubitare per Balsorano, ed io non lo affermo con certezza. Infatti, Balsorano, derivato dall’antico nome di Vallis Sorana, come risulta da tutti i documenti a noi pervenuti dal secolo IX al secolo XIV, non sembra aver sempre fatto parte in epoche lontane, specialmente nell’alto Medio Evo, della Valle Roveto. A parte il suo dialetto più vicino in alcune parole a quello sorano che ai dialetti degli altri cinque Comuni della valle, certo il nome stesso di Balsorano avvalora in qualche modo tale opinione. L’antica denominazione di Vallis Sorana (Valle Sorana) ci dice che Balsorano fu un tempo un’appendice di Sora e che solamente più tardi diventò parte integrante di Valle Roveto. Negli Acta Imperii saeculi XIII si legge che uomini di Vallis Orbeti, Pescosolidi, Brocci, Vallis Soranae furono obbligati a riparare la rocca di Sora, la famosa rocca Sorella. Se Balsorano, almeno allora, fosse stato parte integrante di Valle Roveto, il documento addotto non l’avrebbe nominato come località distinta da Vallis Orbeti, che in quel secolo era il nome di Valle Roveto.

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La Valle Roveto Nella Geografia | Storiografia della Valle Roveto

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Il Liri, che comincia a scorrere nella nostra valle dopo pochissimi chilometri di distanza dalla sorgente, senza dubbi il nostro nome geografico più remoto nel tempo. Esso conobbe tutto il passato di Valle Roveto e continuò poi per millenni a trascinare con sé fino al mare il racconto a noi ignoto delle epoche geologiche e la segreta, leggendaria narrazione dei fatti primitivi da quando l’uomo appare per la prima volta in questa regione. Da allora gli abitanti di esse amarono questi monti, da cui ogni mattina il sole si levava e dietro cui tramontava ogni sera. Avrà visitato la Valle Roveto il geografo greco Stradone (65 circa a. C.-24 circa d. C.), che fa scendere con impeto verso Sora il fiume Liri, chiamato Clanis anticamente, diretto al Tirreno per Fregelle e Minturno?. E quando apparve sulle prime carte geografiche la terra bagnata nel primo tratto del suo corso del Liri, che poi a pochi chilometri dalla foce prende il nome di Garigliano?

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Il Castello Ad Lacum Fucinum Espugnato dai Romani nel 346 Avanti Cristo | Storiografia della Valle Roveto

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Virgilio, il più grande poeta della romanità, tra le genti d’Italia esaltate nelle Georgiche, genti che diedero al mondo, sotto la guida dei consoli e dei grandi condottieri di Roma, una superiore civiltà, ricorda al primo posto la nostra gente: i Marsi. Haec genus acre virum, Marsos pubemque Sabellum… Fiera una stirpe ella creò de’ Marsi e de’ Sabelli… Noi però, anche se trasmesse con interrogativi e con riserve dagli storici marsicani, non possiamo accettare le ipotesi sulle origini della gente marsa, come venuta dalla Lidia (Asia Minore) o discendente da Marso, figlio di Circe. E sempre incerte restano le altre etimologie dei Marsi, come derivanti del dio Marte o da Marrone, il leggendario fondatore di Marruvio.

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I Marsi Antinati | Storiografia della Valle Roveto

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Dopo il capitolo precedente che introduce improvvisamente, anche se con molte incertezze, la Valle Roveto nella storia con l’episodio del 346 a. C., è venuto il momento di far luce sulla popolazione che abitò la nostra valle, sui nostri colli e alle pendici dei nostri monti. Se il più lontano passato ci fu contrario e avaro di notizie, non fummo completamente tagliati fuori della storia. A parte gli avvenimenti che potettero svolgersi nelle terre attraversate dal Liri nel suo primo corso e che noi possiamo ricostruire, seguendo le narrazioni degli storici latini, una indicazione, senza dubbio decisiva, del popolo che abitò Valle Roveto, ci viene data da Plinio il Vecchio, il grande naturalista (23-79), morto tragicamente nell’eruzione del Vesuvio.

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La Valle Roveto Durante la Repubblica Romana e L’Impero | Storiografia della Valle Roveto

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Che avvenne dopo l’episodio del castello espugnato presso il Fucino dai Romani? Mai nominata, la valle del corso superiore del Liri fu certamente ora partecipe delle fortune di Roma, ora spettatrice dei gravissimi rovesci delle legioni romane, ora vittima di saccheggi e di devastazioni. Siamo arrivati al 340 a. C.. Era in pieno svolgimento la Guerra Latina. Tutta la nostra valle brulicava d’armati, pur non essendo spenti del tutto gli echi delle battaglie, sostenute da Roma contro i Volsci. Sora era caduta da cinque anni, nel 345, in mano dei Romani, ormai lanciati nella via delle conquiste e decisi a controllare le strade di Valle Roveto e della conca del Fucino. Non sappiamo l’itinerario delle legioni romane che affrontarono nel 340 la lega dei Latino-campani. “Per Marsos Pelignosque profeeti”, dice Tito Livio, i Romani, assieme ai Sanniti, divenuti in quella circostanza alleati, giunsero a Capua e vinsero in una grande battaglia campale, alle falde del Vesuvio, i due popoli collegati.

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La Valle Roveto Nell’Alto Medio Evo | Storiografia della Valle Roveto

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La Valle Roveto Nell’Alto Medio Evo Mentre si inseguirono le dominazioni dei Goti, dei Bizantini, dei Longobardi, dei Franchi e degli Ottoni, durante i cinque secoli durissimi, che vanno dalla caduta dell’Impero Romano alla fine del primo millennio dell’Era Cristiana, Valle Roveto divenne la via preferita di molti eserciti, diretti a sud o a nord d’Italia, mossi da brama di conquista o da spirito di vendetta o da sola sete irresistibile di saccheggio. E quando coi Longobardi cominciò la sua storia il Ducato di Spoleto, Valle Roveto fu il confine tra questo e il Ducato di Benevento. Nessuna meraviglia che nei tempi delle invasioni barbariche quasi tutti i paesi della nostra terra sorsero alle pendici dei monti o in luoghi lontani dal fondo della valle.

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