Zahrtmann e i pittori scandinavi nella Valle Roveto

Zahrtmann e i pittori scandinavi nella Valle Roveto
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La suggestiva storia dei pittori scandinavi a Civita d’Antino (1877-1915) “Kristian Zahrtmann è un altro di quella illustre schiera di personaggi della cultura europea che negli ultimi tre secoli hanno a lungo visitato l’Italia, affascinati dalla sua lucente e talvolta selvaggia bellezza, descrivendola sempre con le emozioni e l’intensità di chi la scopriva per la prima volta. Scrittori poeti musicisti artisti, tutti fortemente attratti dal Bel Paese, del quale andavano alla scoperta negli angoli talvolta i più remoti, rispetto alle principali vie di comunicazione del tempo, tutt’altro che agevoli. Byron, Goethe, Mozart, Stendhal, Lear, Ulrichs, Berlioz, per citarne alcuni.

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Le bellezze della Valle Roveto sul “Mirror” nel 1835

Le bellezze della Valle Roveto sul "Mirror" nel 1835
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L’incanto della Valle Roveto in un Click! Portale territoriale della Valle Roveto, punto di riferimento per la cultura, le eccellenze, le tradizioni ed il turismo(An Inn In The Abruzzi) UNA LOCANDA IN ABRUZZO Raccontata da un nuovo turista* Curioso articolo di due viaggiatori inglesi di passaggio nella Valle Roveto tratto dal prestigioso quotidiano inglese The MIRROR of Literature, amusement and instruction n. 749 del 21.11.1835. “Il nostro alloggio per la notte è nel peggior caso un esempio di quelle taverne in cui mi sono fermato centinaia di volte nei miei viaggi a piedi in Italia. La casa ha un piano e, eccetto due piccole stanze per la notte, l’intero spazio è occupato da una stanzone alto che serve a tutti gli scopi immaginabili. Una manciata di gradini fuori, conduce dal sentiero ad una porta che sta sempre aperta per la fuoriuscita del fumo e per l’ingresso di un gruppo che proprio ora sta occupando lo spazio all’interno – due bambini mezzi nudi che stanno rubando la crusca da un mastello di legno, e due maiali, legittimi proprietari, che grugniscono indignati verso di loro. 

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Fenomenologia del brigantaggio nella Valle Roveto

Fenomenologia del brigantaggio nella Valle Roveto
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Chi legge le cronache di questo periodo e gli storici che hanno ricostruito a grandi linee le giornate drammatiche che portarono nel 1860, dopo l’entrata di Garibaldi in Napoli, avvenuta il 7 settembre di quell’anno, al crollo dei Borboni e alla fine del loro Regno, troverà pochi cenni sui fatti che si svolsero in quei mesi turbinosi in Valle Roveto. Quanto sto per narrare è naturalmente cronaca locale, che potrebbe interessare soltanto chi si accingesse a tramandare in tutti i particolari gli avvenimenti di cui furono teatro singole regioni, però io sono convinto di non dispiacere ai lettori della mia terra, se per essi ho raccolto qua e là notizie che ci riguardano e portano un po’ di luce sulle vicende che tormentarono allora anche i nostri paesi.

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Edward Lear | Landscape Painter

Edward Lear | Landscape Painter
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Edward Lear, pittore e scrittore inglese (1812-1888), è stato un importante “descrittore” dell’Italia, dove visse gran parte della sua vita, e dell’Abruzzo in particolare. I suoi viaggi nella regione, tra il 1843 e il 1844, ci offrono la possibilità di conoscere la bellezza del paesaggio abruzzese di un tempo attraverso i suoi disegni e sulla base delle sue impressioni ed emozioni. Lear ci dà un’opportunità unica per leggere il paesaggio abruzzese – anche in una prospettiva storica – e per riflettere sulle profonde trasformazioni intervenute fino ad oggi, ad opera della natura (il terremoto del 1915) e soprattutto dell’uomo, a partire dal prosciugamento del Fucino. Viaggiatore instancabile – l’Italia fu la terra prediletta, anche se i suoi viaggi lo portarono in Albania, Grecia, Corsica, India, ecc. – preferì avventurarsi nell’Italia minore, privilegiando i paesi montani e collinari, che visitò muovendosi a cavallo, con l’asino o camminando a piedi. 

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Grand Tour e Paesaggio

Grand Tour e Paesaggio
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Tra gli approcci più interessanti e suggestivi allo studio e all’interpretazione del paesaggio può senz’altro essere compresa la ricerca nell’ambito di quel complesso fenomeno sociale e culturale che fu il Grand Tour, che vide l’Italia frequentata dalla fine del seicento in poi da numerosi viaggiatori, letterati, artisti, poeti, ecc. le cui testimonianze costituiscono un vastissimo patrimonio iconografico, pittorico e letterario conosciuto solo in parte nel nostro Paese. I viaggiatori stranieri erano attratti dal “Bel Paese” – concetto poi ripreso e sintetizzato dal titolo del fortunato saggio di Antonio Stoppani, pubblicato nel 1876.

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I valori del territorio

I valori del territorio
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Il centro della Valle Roveto è costituito da arenarie. Un tempo tali arenarie da alcuni studiosi furono considerate del periodo eoenico, forse per analogia con le vicine regioni, poi è stato accertato che la loro costituzione deve essere collocata nel miocene. Esse sono costituite da cemento argilloso, che non resiste all’azione meteorica disgregatrice. Sono poi di diversa natura le intercalazioni (gli inserimenti) nelle arenarie: calcari, brecce, argille, puddinghe (rocce di grossi ciottoli di forma tondeggiante). Frequentissime sono in Valle Roveto gli inserimenti cretacei e calcarei nelle arenarie. Le brecce sovrastano le arenarie e sono qualche volta addirittura delle montagne, come si può osservare nelle vicinanze di S. Savino e anche fra Canistro e Pescocanale. Queste rocce sono molto resistenti e tenaci. Fra le intercalazioni infine non mancano le puddinghe (rocce di ciottoli), come nei monti che dominano le regione di Morino e nella zona che vanno da Civitella Roveto a Pescocanale. Tra i calcari spesso è dato osservare un materiale ferruginoso; si tratta spesso di vera bauxite, come nel territorio di Balsorano. Non si dimentichi che sotto il governo borbonico era stata aperta a Morino fin dal secolo XVIII una ferriera che dava una discreta quantità di ferro. 

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