Appuntamento con la bellezza, Giornate FAI di Primavera nella Valle Roveto

Appuntamento con la bellezza, Giornate FAI di Primavera nella Valle Roveto

Le Giornate FAI di Primavera previste inizialmente per sabato 24 e domenica 25 Marzo 2018 e posticipate causa avverse condizioni meteo a sabato 14 e domenica 15 aprile 2018 rappresentano un appuntamento di assoluto prestigio per l’intera Valle Roveto, un evento nazionale di grande attrattiva, con il nobile proposito di accompagnare gli italiani a scoprire o riscoprire la bellezza che li circonda, che spesso passa inosservata o, peggio, viene dimenticata e deturpata.

“Si protegge ciò che si ama e si ama ciò che si conosce” ricorda la fondatrice Giulia Maria Crespi. Per questo le Giornate FAI, di Primavera e d’Autunno, hanno un unico destino: quello di diventare sempre più grandi, più vive e vissute, per avvicinare sempre più persone alla bellezza dell’arte, della cultura e della storia. 

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La ferrovia e l’incanto della Valle Roveto nel 1924

La ferrovia e l'incanto della Valle Roveto nel 1924

Grazie alla cortesia dell’Archivio Bini pubblichiamo l’intero capitolo sulla Valle Roveto tratto dal raro libro di Luigi Bologna “Saggi di Itinerari Turistici per l’Abruzzo e Molise” Tip. del “Risorgimento d’Abruzzo e Molise” Roma 1924. Quello che colpisce, nell’interessante cronaca di un viaggio in ferrovia attraverso l’Abruzzo agli inizi degli anni ’20, è la già allora evidente vocazione turistica del territorio in tema di sviluppo sostenibile. “Alla Valle Roveto si accede da un lato della Terra di Lavoro e dall’altro dalla Conca Fucense, attraverso la ferrovia Avezzano-Sora-Roccasecca o a mezzo della strada carrozzabile.

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I paesaggi della Valle Roveto nella descrizione di un anonimo viaggiatore inglese di quasi due secoli fa

I paesaggi della Valle Roveto nella descrizione di un anonimo viaggiatore inglese di quasi due secoli fa

Per gentile concessione di Antonio Bini, pubblichiamo alcuni stralci di un racconto di un anonimo viaggiatore inglese in Abruzzo, pubblicato nell’anno 1835 sulla rivista Blackwood’s Edimburgh Magazine. Il testo, per la prima volta edito in lingua italiana, è tratto dal libro “Li chiamavano pifferari: zampognari mito dell’Abruzzo pastorale” – ed. Menabò, 2014. Nella foto, il paesaggio di Pescocanale di Capistrello tratto dalla copertina del mensile tedesco DURCH ALLE WELT (Attraverso tutto il mondo) del maggio 1938 (Archivio Antonio Bini) 

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Gabriele D’Annunzio scoprì la “Scuola di Zahrtmann” nella Valle Roveto nel 1895

Gabriele D’Annunzio scoprì la “Scuola di Zahrtmann” nella Valle Roveto nel 1895

(Italian-English) D’ANNUNZIO DISCOVERED “THE ZAHRTMANN’S SCHOOL IN VENICE” (1895) Il terremoto del 1915 – che investì drammaticamente l’Abruzzo (e la Marsica in particolare) – determinò la fine della stagione d’oro dei pittori scandinavi a Civita d’Antino. A quasi cento anni di distanza e dopo un altro drammatico terremoto che ha colpito la regione, riemerge la straordinaria vicenda umana e artistica della colonia dei pittori guidati dal maestro danese Kristian Zahrtmann, nel suo lungo viaggio dal nord d’Europa.

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La Valle Roveto nello straordinario patrimonio fotografico di Thomas Ashby

La Valle Roveto nello straordinario patrimonio fotografico di Thomas Ashby
“Ashby e l’Abruzzo” è un prestigioso evento che indubbiamente arricchisce  il progetto globale della British School at Rome su Ashby, ma con valenze interessanti sia per ricercatori e studiosi che per il grande pubblico. L’allestimento di una mostra dedicata alle immagini inedite più suggestive realizzate da Thomas Ashby, Peter Paul Mackey e dalle sorelle Dora e Agnes Bulwer, verte sulla costruzione di un racconto-percorso in grado di ri-mappare i luoghi, le situazioni, i volti, i costumi e i paesaggi dell’Abruzzo, visitati da Ashby nel primo ‘900. Tra le fotografie della collezione Ashby ci sono circa 150 immagini inedite che riguardano l’Abruzzo, regione che l’autore ebbe modo di visitare più volte tra il 1901 e il 1923. Si tratta di suggestive immagini di monumenti, di siti archeologici, di centri abitati e paesaggi, ma soprattutto prevale l’interesse per l’aspetto etnografico. L’elemento umano è fortemente caratterizzato dall’ambiente e dall’epoca. Contadini, personaggi con i costumi tradizionali, sono stati ritratti da Ashby prevalentemente in gruppi mentre partecipano alle caratteristiche processioni in occasione di feste religiose, o durante lo svolgimento di fiere paesane. La presenza di fotografie di genere antropologico può sembrare insolita, poiché gli archeologi o gli storici dell’arte fotografano generalmente solo elementi che rientrano nel settore specifico della loro disciplina. Da questo punto di vista Ashby rappresenta un’eccezione, poiché ha dimostrato un grande interesse anche per gli aspetti del “paese reale”.

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Grand Tour e Paesaggio

Grand Tour e Paesaggio

Tra gli approcci più interessanti e suggestivi allo studio e all’interpretazione del paesaggio può senz’altro essere compresa la ricerca nell’ambito di quel complesso fenomeno sociale e culturale che fu il Grand Tour, che vide l’Italia frequentata dalla fine del seicento in poi da numerosi viaggiatori, letterati, artisti, poeti, ecc. le cui testimonianze costituiscono un vastissimo patrimonio iconografico, pittorico e letterario conosciuto solo in parte nel nostro Paese. I viaggiatori stranieri erano attratti dal “Bel Paese” – concetto poi ripreso e sintetizzato dal titolo del fortunato saggio di Antonio Stoppani, pubblicato nel 1876.

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