Il Cammino dell’ Accoglienza 2015 | Tra storia, tradizione, natura e cultura

Riscoprire e valorizzare il patrimonio storico, naturalistico e culturale di un’affascinante, poco conosciuta zona interna dell’Abruzzo. Il Cammino dell’Accoglienza rievoca i  luoghi simbolo della II Guerra mondiale e della Resistenza, nonché l’altruismo delle popolazioni locali che con grande spirito di sacrificio accolsero centinaia di prigionieri alleati. Ma  il “Cammino”, nell’edizione 2015,  oltre a rievocare il periodo settembre 1943 – giugno 1944, ricorderà  i 100 anni del tragico terremoto del 13 gennaio 1915 che devastò tutti i comuni traversati dall’itinerario sentieristico, proprio per questo motivo partirà dalle città di   Avezzano e Sora, i centri urbani maggiormente colpiti dal sisma del 1915.

cammino2015

Da Avezzano, “capitale” della Marsica, un tempo ai bordi del Lago del Fucino, il 3^ lago d’Italia, prosciugato alla metà dell’800, ci si arrampica verso il Monte Salviano, attraversando una pineta realizzata dai prigionieri austro-ungarici. Superato il Salviano, costeggiando una panoramica sella, puntellata di noccioli, si giunge alla Cunicella,  montagna dell’antica Angizia dei Marsi. Da qui si scende, passando per una gola costellata da querceti,  verso Capistrello, paese dei 33 martiri della barbarie nazista; e  poi, alle gole del Liri a Pescocanale, dove inizia la Valle Roveto. Da Sora invece, mutilata dalla sua parte più antica dal terremoto del 1915 e angariata dai tedeschi, costeggiando il Liri, si risale verso Balsorano, il punto terminale della Valle Roveto.  La Valle Roveto, quindi, percorsa interamente a partire dalle sue due porte di accesso, vero cuore del “Cammino”.

La Valle Roveto, area di confine tra Abruzzo e Lazio, è incassata tra alte montagne: a destra del Liri i Simbruini-Ernici, le cui cime raggiungono quote superiori ai 2.000 metri, ed a sinistra del fiume le propaggini montuose del Parco Nazionale d’Abruzzo. La Valle, una delle più affascinanti dell’Abruzzo, è caratterizzata dall’abbondanza delle acque e dalla presenza di maestose foreste  – faggio, querce, costagne, ulivi-. Nei folti boschi rovetani nel medioevo  i monaci fondarono, in luoghi inaccessibili, eremi e chiese rurali ancora oggi esistenti. La Valle, un tempo terra di orsi e di briganti, ha costituito nel corso dei secoli il naturale luogo di passaggio di eserciti in guerra, dalle truppe romane durante le Guerre Sociali alle truppe tedesche ed alleate durante la II Guerra Mondiale, che trasformarono la Valle, per lunghi 8 mesi, in una dei tanti teatri di guerra del secondo conflitto mondiale. Ma la Valle Roveto è stata duramente colpita dal terribile terremoto del 1915, in seguito al quale molti paesi sono rinati a  Valle, alterando la configurazione dei luoghi rimasta inalterata per duemila anni. Il simbolo del terremoto della Valle Roveto è il borgo abbandonato di Morino Vecchio, una sorta di Pompei in miniatura, dove la furia del sisma ha lasciato intatto solo il campanile. E’  tra le rovine di Morino Vecchio che terminerà, il 2 giugno, l’edizione del Cammino dell’Accoglienza del 2015. Il Cammino dell’Accoglienza, della lunghezza di circa 40 chilometri  parte, contemporaneamente,  dal centro di Avezzano e di Sora ed arriva, dopo 3 giorni di marcia, a Morino Vecchio.

Per iscrizioni ed informazioni www.camminodellaccoglienza.it

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