Un Network culturale per non dimenticare i pittori scandinavi a Civita d’Antino (1877-1915)

Un Network culturale per non dimenticare i pittori scandinavi a Civita d'Antino (1877-1915)

Per non dimenticare Zahrtmann e i pittori scandinavi a Civita d’Antino. Alla fine dell’Ottocento, sulla scia del Grand Tour, Kristian Zahrtmann si era avventurato nell’Italia meno conosciuta, in Abruzzo, giungendo in un piccolo paese sulle montagne, Civita d’Antino, che divenne la sede estiva della sua scuola d’arte. Dal rapporto di amicizia tra il maestro danese e la popolazione nacque un’intensa stagione creativa che influenzò l’arte scandinava, culminando in una mostra che si tenne presso il Kunstforeningen a Copenhagen nel 1908. Il sito www.civitadantino.com apre una finestra su quella straordinaria stagione, attraverso testimonianze, immagini, documenti e riflessioni, tra passato e presente, per non dimenticare Zahrtmann e i pittori scandinavi e per rompere il secolare oblio che avvolge il paese dopo il terremoto del 1915. L’iniziativa è promossa da amici di Civita d’Antino, sparsi in Italia e all’estero, accomunati dall’interesse al recupero e alla valorizzazione di quelle trame della cultura europea, che in passato caratterizzavano la vita quotidiana dell’antico paese della Valle Roveto. 

Posted by Redazione 02 20, 12 Commenti disabilitati su Un Network culturale per non dimenticare i pittori scandinavi a Civita d’Antino (1877-1915)
Continua a leggere

La Valle Roveto nello straordinario patrimonio fotografico di Thomas Ashby

La Valle Roveto nello straordinario patrimonio fotografico di Thomas Ashby
“Ashby e l’Abruzzo” è un prestigioso evento che indubbiamente arricchisce  il progetto globale della British School at Rome su Ashby, ma con valenze interessanti sia per ricercatori e studiosi che per il grande pubblico. L’allestimento di una mostra dedicata alle immagini inedite più suggestive realizzate da Thomas Ashby, Peter Paul Mackey e dalle sorelle Dora e Agnes Bulwer, verte sulla costruzione di un racconto-percorso in grado di ri-mappare i luoghi, le situazioni, i volti, i costumi e i paesaggi dell’Abruzzo, visitati da Ashby nel primo ‘900. Tra le fotografie della collezione Ashby ci sono circa 150 immagini inedite che riguardano l’Abruzzo, regione che l’autore ebbe modo di visitare più volte tra il 1901 e il 1923. Si tratta di suggestive immagini di monumenti, di siti archeologici, di centri abitati e paesaggi, ma soprattutto prevale l’interesse per l’aspetto etnografico. L’elemento umano è fortemente caratterizzato dall’ambiente e dall’epoca. Contadini, personaggi con i costumi tradizionali, sono stati ritratti da Ashby prevalentemente in gruppi mentre partecipano alle caratteristiche processioni in occasione di feste religiose, o durante lo svolgimento di fiere paesane. La presenza di fotografie di genere antropologico può sembrare insolita, poiché gli archeologi o gli storici dell’arte fotografano generalmente solo elementi che rientrano nel settore specifico della loro disciplina. Da questo punto di vista Ashby rappresenta un’eccezione, poiché ha dimostrato un grande interesse anche per gli aspetti del “paese reale”.

Posted by Redazione 02 20, 12 Commenti disabilitati su La Valle Roveto nello straordinario patrimonio fotografico di Thomas Ashby
Continua a leggere

Storiografia della Valle Roveto

Storiografia della Valle Roveto

La Valle Roveto solo ecclesiasticamente appartiene da immemorabili tempi alla diocesi di Sora (Lazio), ma etnicamente, geograficamente, linguisticamente essa, anche se confinata all’estremo lembo sud-occidentale dell’Abruzzo, è stata sempre considerata parte integrale di quest’ultimo. E’ un vero peccato che siano rimaste sepolte tante memorie di una regione, attraversata da un fiume storico, il Liri, testimone in epoche remote, durante le Primavere italiche, delle trasmigrazioni delle stirpi sabelliche, e teatro delle lotte combattute da Sanniti e Romani prima, da Italici e Romani dopo, nella Guerra Sociale o Marsa.

Indice | Etimologia e Storiografia della Valle Roveto

Dionigi di Alicarnasso asserisce che tra i primi abitatori dell’Italia centrale debbono essere ricordati gli Aborigeni. Questi abitarono i villaggi dispersi sui nostri monti fin dai tempi preistorici e occuparono precisamente la regione determinata dai corsi del Liri e del Tevere, alle falde degli Appennini: alle radici dei nostri monti (ad radices Apenninorum).

Posted by Redazione 02 17, 12 Commenti disabilitati su Storiografia della Valle Roveto
Continua a leggere

Il Novecento e la Valle Roveto | Storiografia della Valle Roveto

La Valle Roveto trascinava grama la vita alla fine del secolo XIX e anche al principio del nostro. Poche le famiglie privilegiate nelle quali si accentravano le scarse ricchezze della sua terra. I contadini, i piccoli proprietari, i coloni non riuscirono mai a procurare il necessario per se e per la loro famiglia. I pastori stessi, che abitavano in primitive casupole alle pendici dei monti, vissero con le loro famiglie sempre ai margini della vita e i pochi artigiani che esercitavano da tempo un mestiere, tramandato di generazione in generazione, continuando, come gli antenati, a stentare una esistenza, che non procurò loro mai un vero benessere, e permise soltanto di vivere alla meno peggio e trasmettere ai figli solo un’arte faticosa, avara di soddisfazioni. Così tutti i paesi di Valle Roveto cominciarono a spopolarsi. Protesi alla ricerca di lavoro e di un benessere invano atteso da secoli fra i propri monti, gruppi sempre più numerosi di nostri concittadini lasciarono la valle e tentarono la fortuna nelle due Americhe.

Posted by Redazione 02 17, 12 Commenti disabilitati su Il Novecento e la Valle Roveto | Storiografia della Valle Roveto
Continua a leggere

Eremo Madonna del Cauto | Morino

Eremo Madonna del Cauto | Morino

Che cosa dovettero dividersi nella romita chiesetta della Madonna del Cauto negli ultimi anni del secolo XII i Signori di Antena (Civita d’Antino) e i monaci di Casamari? Per spiegarci la controversia, dobbiamo credere che la chiesetta possedesse non lontano dalle sue povere mura e da quella miserabile grotta boschi a non finire o fosse ricca, nelle zone sottostanti alla squallida casetta, di molte terre che potevano far gola. Solo boschi e terreni che si trovavano nelle vicinanze della Grancia o a Morino avranno giustificato la lite in quell’epoca remota tra il Monastero di Casamari e la città di Antena. La controversia viene ricordata nell’antico Cartarium Casamariense; essa fu risolta e definita solo attorno al 1188 da una sentenza emessa dai Vescovi di Aquino, Veroli e Sora. L’antichissima chiesetta, situata a circa 1000 metri di altitudine, al di sopra del famoso Schioppo che da origine al Romito, un affluente di destra del Liri, costruita nella roccia dalla fede cristiana di altri tempi, una sacra casetta scavata nella roccia, dove forse raramente si rifugiarono perfino i banditi o i briganti, perseguiti dalla giustizia umana.

Posted by Redazione 02 14, 12 Commenti disabilitati su Eremo Madonna del Cauto | Morino
Continua a leggere

Eremo Madonna della Ritornata | Civita d’Antino

Eremo Madonna della Ritornata | Civita d'Antino

Santa Maria de Tornaro è la Chiesa della Madonna della Ritornata, la Chiesa che domina sul monte a circa 1200 metri sul livello del mare. Lassù, nella vetusta Chiesetta, già chiamata Romitorio nel documento citato del 1703, sulle cui pareti ancora appaiono ben distinti degli affreschi che resistono al tempo, si venera la dolce Madonna, cara al cuore di ogni Civitano. Per quella immagine, che la fantasia di una gente e un amore secolare hanno avvolta nell’alone della leggenda, la popolazione di Civita serba da epoche assai remote la devozione più profonda, un culto forse ultramillenario, tramandato da una generazione all’altra in una ininterrotta tradizione, attraverso l’incessante e vano susseguirsi di anni e di eventi. Santa Maria de Tornaro del 1183 si chiamerà, nel 1511, S. Maria de Tornara. Un inventario per l’appunto della Parrocchia di Morrea, trascritto nel Libro Verde della Curia di Sora all’inizio del secolo XVII ma redatto nel 1511, parla di terre di S. Angelo di Morrea confinanti con S. Maria de Tornara, in tenimento di Civita d’Antino. Poi, nel 21 gennaio del 1574, un altro cambiamento. Tra i beni di Civita d’Antino vi è S. Maria de Tornata.

Posted by Redazione 02 14, 12 Commenti disabilitati su Eremo Madonna della Ritornata | Civita d’Antino
Continua a leggere