Dal borgo di San Vincenzo Vecchio, il cui nome appare la prima volta nelle cronache del Chartarium Casumariense nel secolo XI e viene poi consacrato nella bolla di Alessandro III del 1170 diretta al Monastero di Casamari, si sale al Romitorio per una stradicciuola di campagna, dopo avere attraversato un gruppo di stalle che si incontrano alle pendici, e quando la strada si fa leggermente più ripida, il panorama diventa sempre più vario e stupendo. Di fronte svetta imponente e dominatore, ancora con numerose chiazze dl neve, Pizzodeta. A nord, sono visibili i Simibruini che proseguono la catena degli Ernici per culminare al Monte Viglio. A sud, invece, i monti digradano e, anche se meno valli, fanno il panorama sempre vario e maestoso.



















